l'estate dell'anno scorso inviai alcuni contributi alla
palestra di luttazzi.
successivamente, quando dichiarò l'intenzione di pubblicare un libro, gli mandai la liberatoria per utilizzare il materiale da me inviato e gli comunicai alcuni miei dati personali.
poi successero delle cose, e a me passò la voglia di comparire in un lavoro che portasse la sua firma. allora, il sedici giugno di quest'anno, gli scrissi di nuovo, rivolgendogli tre richieste: che non fossero pubblicate in alcun libro le mie battute o comunque i miei contributi precedentemente inviati al suo blog; che non fossero utilizzati i miei dati anagrafici; che i suddetti dati fossero cancellati.
mi rispose subito, dicendo che mi avrebbe accontentato volentieri.
ora che è uscito il cosiddetto almanacco luttazzi della nuova satira italiana, ho voluto controllare. nell'elenco dei credits che si trova nelle ultime pagine il mio nome non c'è. invece, sfogliando le pagine interne, il mio nome e i miei contributi compaiono eccome. quindi, diversamente da quanto dichiarato, le mie credo legittime richieste non sono state esaudite.
devo dire che sulle prime ci sono rimasto piuttosto male, ma per fortuna, riflettendoci, ho cominciato a convincermi che da parte sua non ci sia stata malafede o volontà di comportarsi in maniera scorretta: evidentemente si tratta, anche stavolta, di una «caccia al tesoro».
(non pensate che sia andato a comprarmi il libro: gli ho soltanto dato un'occhiata in libreria)